Unicatt, un Ateneo “riciclone”

La raccolta differenziata raggiunge quasi il 70%: un risultato già ottimo, che può ulteriormente migliorare con l’obiettivo dell’80%. Nel campus di Milano al via una campagna di sensibilizzazione. Ma anche Brescia e Piacenza puntano sulla sostenibilità

Siamo già bravi ma vogliamo migliorare. E, per diventare campioni di sostenibilità, dal 20 novembre l’Università Cattolica cercherà di imprimere una svolta alla raccolta differenziata, a partire dalla sede storica di Milano. Se a Brescia proprio nei giorni scorsi il nuovo sistema di raccolta del Comune ha raggiunto il centro storico e ha portato in tutte le sedi del campus appositi raccoglitori, a Milano prenderà il via un piano di sensibilizzazione, rivolto agli studenti ma anche a docenti e personale tecnico-amministrativo, per invitare a separare correttamente i rifiuti e superare la soglia, già alta, di conferimento differenziato.

L’iniziativa, condotta insieme ad Amsa, è stata preceduta, infatti, da uno studio realizzato dalla società del gruppo A2A che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti nel milanese, secondo cui la produzione annuale totale di rifiuti urbani dell’Ateneo è stimata in 332 tonnellate/anno. La carta è la frazione più abbondante e la frazione organica è molto rilevante, dato l’elevato peso specifico e le frequenze di prelievo giornaliere. La percentuale di raccolta differenziata in Ateneo raggiunge quasi il 70%. «Un valore ottimo» spiegano dal gruppo A2A. Ma si può fare di più.

Secondo Amsa, la qualità delle frazioni differenziate di plastica e metallo, carta, vetro e organico sono eccellenti con presenza trascurabile di materiali estranei. Tuttavia le analisi merceologiche effettuate sui campioni di «rifiuto indifferenziato delle aree comuni» mostrano che è ancora presente rifiuto riciclabile.

Da questi dati, risultata evidente che c’è un margine di miglioramento e si declina in precisi obiettivi. Il primo è recuperare buona parte degli imballaggi in plastica e metallo, cartone (Tetrapak) e i bicchieri di plastica conferiti nell’indifferenziato delle aree distributori automatici deviandoli verso i contenitori di plastica e metallo e carta.

Il secondo obiettivo è recuperare la quota riciclabile di plastica e poliaccoppiati in carta ancora presente nei contenitori nell’indifferenziato delle aree comuni. In questo modo sarebbe possibile migliorare la raccolta differenziata di oltre 10 punti percentuali, passando da circa il 70% all’80%.

Tra le azioni indicate da Amsa per raggiungere questi obiettivi, oltre alla sensibilizzazione di tutta la comunità universitaria, c’è la riorganizzazione dei contenitori nelle aree distributori automatici, indicando che bicchieri di plastica del caffè e confezioni di merende e snack sono tutti riciclabili e non devono finire nel rifiuto indifferenziato come adesso accade. Pochi, piccoli gesti quotidiani che fanno bene all’ambiente e, di conseguenza, a ciascuno di noi.

fonte: cattolicanews.it

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